Assemblee studentesche, nessun obbligo di vigilanza da parte dei docenti


A differenza di quanto accade in alcune istituzioni scolastiche dove i dirigenti impongono la vigilanza da parte dei docenti , durante le assemblee studentesche, la legge non impone l’obbligo di assistere e di vigilare e di permanere nei locali dell’Istituto per tutto il loro orario di servizio.

IL D.lgs.297/94 art. 13 , comma 8 dispone che: “Non possono aver luogo assemblee nel mese conclusivo delle lezioni. All’assemblea di classe o di istituto possono assistere, oltre al preside od un suo delegato, i docenti che lo desiderino”.

Poiché l’assemblea d’Istituto, concessa dal Dirigente scolastico ai rappresentati degli studenti, interrompe la regolare attività didattica e il normale svolgimento della programmazione, i docenti non hanno l’obbligo, a meno che non sia stata prevista un’attività collegiale deliberata nel piano annuale delle attività, a permanere a scuola fino al termine del proprio orario di servizio.

Il docente che lo volesse, una volta avviata l’assemblea e quindi dopo avere fatto l’appello, che è un obbligo di servizio del docente della prima ora, potrebbe liberamente allontanarsi dalla scuola essendo state interrotte le attività didattiche e non avendo nessun obbligo di sorveglianza.

Questo stabilito anche dalla sentenza del Tribunale di Cagliari del 25.09.2007 e da quella del Consiglio di Stato n. 173/87 che riconosce: “Non è ipotizzabile l’obbligo della semplice presenza nella scuola indipendentemente dall’impegno in attività programmate”. Ricordiamo, inoltre che il regolamento d’Istituto, qualora prevedesse il contrario non è applicabile perché non supera la legge.