Educazione civica, il regalo di Natale della politica alla scuola

A che punto siamo con l’educazione civica? Con l’ultima legge di bilancio il quadro è ormai definito. A cominciare dai fondi: per “l’introduzione” dell’educazione civica ci sono fondi per 4,2 milioni di euro. Sono soldi che serviranno per la formazione e l’aggiornamento dei docenti – e si tratta di fondi già esistenti per la formazione sulla base di quanto disposto dalla legge 107/2015.

La legge sull’introduzione dell’educazione civica era finita sulla Gazzetta Ufficiale il 21 agosto ed è quindi entrata in vigore il 5 settembre. Tempi che, come stabiliva la legge stessa, hanno fatto slittare l’entrata in vigore nell’anno scolastico 2020/2021.  il leghista Marco Bussetti, aveva cercato di far partire l’educazione civica già da quest’anno con un decreto ministeriale in via sperimentale.

Un’idea bocciata dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione all’unanimità, perché “questa sperimentazione, sia pure ad adesione volontaria non è praticabile” in questo anno scolastico, “in quanto comporta una serie di adempimenti sul piano organizzativo e didattico di difficile attuazione e tale da compromettere la qualità ed il significato della sperimentazione stessa. Risulterebbe sicuramente sconvolto il curricolo e il piano di attività, già predisposto per l’anno scolastico 2019/20”.

Un parere recepito dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti con una nota del 12 settembre 2019 è prevista a partire dall’anno scolastico 2020/2021. Il tempo in più è servito a poco, visto che è cambiato poco di questo guazzabuglio. Colpa in prima battuta di una legge che ha previsto contenuti troppo disparati – come recita l’articolo 3 della legge di istituzione della materia, si va dalla Costituzione all’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile, dalla storia della bandiera all’educazione alla cittadinanza digitale, dall’educazione alla legalità alla formazione di base in materia di protezione civile.

Temi disparati – e che razza di progettazione si può fare su argomenti così diversi vorrei proprio saperlo – che non si sa chi dovrebbe insegnare – c’è solo generico riferimento al docente di diritto. Per evitare di risolvere il problema, hanno scritto che la nuova disciplina sarà trasversale.

Bisognerà fare tutto gratis. Al massimo viene prevista una retribuzione per il ruolo del coordinatore, ma solo all’interno della capienza del fondo dell’istituzione scolastico – ovvero senza tirare fuori un euro in più. Così come l’ora a settimana per l’educazione civica sarà sottratta ad un’altra materia…

Di chi è la responsabilità di questo mostro senza capo né coda? Di tutti, nessuno escluso.