Concorso straordinario, il caos del servizio sul sostegno


Uno degli ostacoli principali al raggiungimento di un’intesa tra sindacati e Miur riguarda la partecipazione o meno dei docenti che hanno lavorato per anni solo sul sostegno, senza avere titolo di specializzazione (e ovviamente senza un servizio d’insegnamento di almeno un anno sulla classe di concorso per la quale intendono concorrere).

Fino a poco tempo fa, sia tra i sindacati che i maggiori siti che si occupano di scuola, davano per certo la loro partecipazione al concorso straordinario. Questa impostazione nasceva dalle rassicurazioni verbali date al tavolo degli incontri Miur-sindacati. Questa situazione è cambiata durante l’ultimo incontro: in questa occasione i tecnici del ministero hanno affermato chiaramente che i tre anni di servizio sul sostegno non permettono l’accesso al concorso straordinario (per quello che sappiamo non permetterebbero di partecipare nemmeno alla selezione per ottenere la specializzazione perché finora i tecnici del ministero hanno sempre affermato che l’unico modo per ottenere la specializzazione è la frequenza di un Tfa sostegno).

A complicare il quadro è arrivata la comparsa, qualche giorno fa, sul sito del Miur di una scheda relativa alla procedura straordinaria, nella quale c’era scritto che per accedere al concorso è valido il servizio sul sostegno. Una notizia che è stata accolta con entusiasmo in rete – ma dopo poco la pagina è scomparsa dal sito del Miur.

Il problema è che il decreto scuola prevedeva due condizioni per accedere al concorso, i tre anni di servizio più l’anno specifico di servizio nella classe di concorso per cui si vuole concorrere. Per ovviare al problema era stata accolto un emendamento dell’onorevole Nicola Fratoianni, che alla fine è stato votato con una formulazione infelice che non cancellava la presenza delle due condizioni.

E ora cosa succederà? Vedremo. La responsabile nazionale scuola del PD Camilla Sgambato si è espressa a favore di apertura, almeno parziale, alle richieste dei sindacati, ad esempio garantendo la partecipazione degli insegnanti di sostegno non specializzati alla procedura concorsuale riservata.  Sulla stessa posizione c’è anche Nicola Fratoianni di Leu, ed anche il Cspi si esprimerà a favore di questa esclusione.

Se questi rilievi non verranno ascoltati sarà poi molto probabile l’apertura di un ampio contenzioso che il ministero potrebbe perdere. Noi come sempre vi terremo aggiornati.