Concorso straordinario abilitante, primo incontro con i sindacati


Ieri l’incontro tra sindacati e Miur ha riguardato anche l’avvio del confronto sul concorso straordinario abilitante. Questa procedura, ricordiamo, non rientra tra i bandi che sono passati al vaglio del Cspi (riguardavano il concorso straordinario che mette a bando 24.000 posti più i concorsi ordinari per la scuola dell’infanzia e primaria, e quello per la scuola secondaria).

Il concorso straordinario abilitante verrà indetto su base nazionale e organizzato a livello regionale, e dovrebbe essere bandito per tutte le classi di concorso, tranne quelle ad esaurimento e gli insegnamenti che non sono più previsti negli ordinamenti vigenti. I candidati potranno partecipare per una sola classe di concorso ed in una sola regione.

Per poter partecipare bisognerà avere i seguenti requisiti:

  • avere un titolo di studio atto ad accedere ad una classe di concorso (compresi i posti di Itp);
  • avere maturato tre annualità di servizio tra l’anno scolastico 2008/2009 ed il 2019/2020;
  • aver svolto almeno un anno nella classe di concorso per cui si vuole ottenere l’abilitazione.

Le tre annualità possono essere prestate con varie combinazioni, perché valgono gli anni prestati in scuole paritarie e percorsi Ifp, così come gli anni di scuola statale svolti in un ordine diverso da quello per cui si intende concorrere.

Chi ha i tre anni di servizio nella scuola statale potrà partecipare sia al concorso straordinario che metterà in palio 24.000 posti, sia alla procedura abilitante. Il concorso straordinario prevede un quiz computer based composto da 60 quesiti: 40 riguarderanno la disciplina e 20 gli aspetti metodologico-didattici. Per superare la prova bisognerà avere un punteggio pari o superiore a 42/60.

Chi avrà superato questa fase dovrà sostenere per completare la procedura un esame orale, alla fine dell’anno scolastico 2020/2021, per cui sarà necessario avere un contratto al tempo indeterminato, oppure una supplenza fino al 30 giugno per il 2020/2021.

I sindacati hanno richiesto di ammettere i docenti con tre annualità di servizio sul sostegno, e finora il Miur ha mostrato opposizione, con l’unica concessione di aprire a questi docenti il VI ciclo del TFA di sostegno – ma bisognerebbe garantire a tutti un posto -, la pubblicazione della banca dati dei quesiti, e un bando in cui siano ben chiari i requisiti di accesso. Altre proposte dei sindacati sono volti alla riduzione del numero dei quesiti, una loro rimodulazione riducendo il numero di domande disciplinari e favore dei quesiti su didattica e metodologia, ed infine l’abbassamento della soglia di ammissione a 6/10 o 36/60.