Mobilità 2022/23: cambia il vincolo triennale… in peggio

Ieri c’è stato un incontro al Ministero, presente solo il sindacato CISL mentre Gilda, FLCGIL, Snals e Uil hanno interrotto le relazioni sindacali in quanto chiedono risorse per il rinnovo del contratto da inserire nella Legge di Bilancio e interventi normativi destinati al personale come l’eliminazione dei vincoli.

Vincolo mobilità: CCNL 2019/22

Il vecchio CCNI concernente la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A triennio 2019/22, ha previsto un vincolo di permanenza nella scuola in cui si è trasferiti per tre anni scolastici.

Tale vincolo è stato applicato ai docenti soddisfatti tramite preferenza analitica ossia su una delle scuole espresse.

Di Francesco Pierantoni - https://www.flickr.com/photos/tukulti/41394498792/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=99833511

Cosa dice il Decreto sostegni-bis

Il DL n. 73/2021 (decreto sostegni-bis, convertito in legge n. 106/2021) lascia immutato il periodo di permanenza nella scuola in cui si è trasferiti, modificandone però le condizioni e rendendo il vincolo più “stringente”.

Così leggiamo nell’articolo 58, comma 2 del DL:

[…] Al fine di tutelare l’interesse degli studenti alla continuità didattica, i docenti possono presentare istanza volontaria di mobilità non prima di tre anni dalla precedente, qualora in tale occasione abbiano ottenuto la titolarità in una qualunque sede della provincia chiesta. Le disposizioni di cui al precedente periodo si applicano a decorrere dalle operazioni di mobilità relative all’anno scolastico 2022/2023. 

Pertanto, in base a questa nuova disposizione normativa, il vincolo di permanenza di 3 anni nella scuola in cui si è traferiti si applica a tutti i docenti trasferiti, a prescindere dalla preferenza in relazione alla quale si è stati soddisfatti, quindi mentre prima operava per le sole preferenze analitiche (scuole) e nel comune di titolarità, adesso anche per quelle sintetiche (comuni e distretti).

Ovviamente siamo solo agli inizio di una trattativa che si preannuncia lunga e complicata, salvo azioni unilaterali da parte del Ministero.