Le richieste della Gilda alla ministra della Scuola: il contratto

Ieri, come vi abbiamo raccontato in questo post, c’è stato il primo incontro tra la neo-ministra della Scuola Lucia Azzolina ed i sindacati rappresentativi della scuola. In questa occasione, ogni sigla ha avuto pochi minuti  per indicare quelle che considera le priorità per la scuola.

In questo, ed in un altro paio di post vi racconteremo delle proposte fatte dalla Gilda degli Insegnanti in questa occasione (per semplificare ve le abbiamo suddivise per temi). Buona lettura. “Con il precedente Governo e con l’ex Ministro Fioramonti”, i sindacati rappresentativi “compresa la FGU-Gilda degli Insegnanti, avevano raggiunto un accordo per la riapertura di una fase contrattuale nuova che portasse finalmente ad una adeguata valorizzazione del lavoro dei docenti e del personale della scuola”.

Purtroppo però “gli stanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio 2020 per i rinnovi contrattuali del Pubblico Impiego risultano ancora oggettivamente insufficienti e ripropongono il problema della divaricazione storica tra le retribuzioni dei docenti e del personale ATA e quelle degli altri comparti del pubblico impiego. Siamo ben lontani dagli aumenti a tre cifre promessi dal Ministro Fioramonti”.

“La FGU-Gilda degli Insegnanti chiede che il raggiungimento di un aumento della retribuzione dei docenti almeno a tre cifre nette sia l’obiettivo fondamentale del prossimo contratto. Per ottenere ciò e per implementare i fondi necessari, la nostra organizzazione ribadisce che è possibile e necessario utilizzare tutte le risorse presenti nella legge 107/15. In particolare, chiediamo che le risorse del bonus per il merito dei docenti e della Carta del Docente siano utilizzate per gli aumenti stipendiali dei docenti, solo dei docenti essendo risorse loro specificamente dedicate”.

“Se la parte stipendiale assume una essenziale rilevanza, è opportuno che la contrattazione per il nuovo CCNL definisca tempi diversi sia per la parte economica sia per la parte normativa. Per quest’ultima sono necessari tempi più distesi e una approfondita rilettura delle norme esistenti al fine di evitare contraddittorie interpretazioni che si sono susseguite negli ultimi anni rispetto al dispositivo dei più recenti CCNL (si vedano, per esempio, i contenziosi interpretativi su permessi e ferie)”.

“La FGU-Gilda degli Insegnanti ribadisce la sua proposta di istituire un’area di contrattazione specifica per il personale docente che non può essere demansionato a personale impiegatizio. L’area unica di contrattazione in questi decenni ha creato conflitti e tensioni interpretative a fronte di posizioni lavorative oggettivamente diverse e non assimilabili”.

 

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