Concorsi scuola, le reazioni del M5S alla rottura dei sindacati

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Al comunicato congiunto dei sindacati rappresentativi, i deputati e senatori del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura hanno risposto con un comunicato in cui affermano che “con la conversione in legge del decreto Istruzione abbiamo dato il via all’assunzione di 48.000 docenti e ora suona davvero strano sentire che i sindacati ipotizzino una mobilitazione. Il confronto al tavolo tecnico con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è stato positivo e deve proseguire, tenendo ferma la necessità di garantire una selezione che valuti adeguatamente le competenze e quella di far partire al più presto i bandi per inserire nuovi docenti nella scuola italiana, che aspetta da troppo tempo”. E ancora ” prevedere che le domande dei test siano estrapolate da un database già noto in precedenza non è un modo per valutare le competenze, bensì soltanto le capacità mnemoniche dei candidati”.

Ancora più diretta è la senatrice pentastellata Bianca Granato che sulla sua pagina FB scrive: “Assurde le richieste dei sindacati, che pretenderebbero che l’unica prova scritta a cui vengano sottoposti i docenti precari fosse estratta da una batteria di test messa a disposizione dal ministero”. E poi “i sindacati dimenticano che quella prova non è una preselettiva, ma una prova concorsuale in tutto e per tutto e nella loro miopia non comprendono che per aiutare la categoria dei docenti bisogna fare in modo che il loro ruolo sociale sia riconosciuto anche attraverso una modalità di reclutamento credibile”. Concludendo “Il concorso non può ridursi a mera formalità come vorrebbero loro, e perciò invito i sindacati a rivedere le loro posizioni che di sicuro non fanno onore al loro ruolo e alle categorie che dovrebbero tutelare con richieste ben più dignitose”.

Per completezza devo anche aggiungere che la rottura non è da addebitarsi unicamente al rifiuto di pubblicare il database da cui verranno scelti i quiz da sottoporre ai candidati… E comunque su questo tema il M5S mostra una certa miopia. Mettetevi nei panni di un povero precario che si troverà a dover affrontare una prova che ricorda più un quiz televisivo – 80 domande in 80 minuti – che una selezione degna di questo nome. Aggiungiamo poi che il povero precario sa poco o nulla del programma su cui si dovrà preparare… Conoscere il database dei quiz gli avrebbe consentito di capire cosa studiare e come prepararsi – provateci voi ad imparare a memoria migliaia di quiz…

Se non si vuole far conoscere il database, bisognerebbe almeno pensare a pubblicare delle simulazioni di queste prove per permettere ai candidati di capire il livello di difficoltà che dovranno fronteggiare… Sempre che, al di là delle dichiarazioni, ci interessi il destino di decine di migliaia di poveri precari… Questo ovviamente è solo il mio pensiero e non il punto di vista ufficiale della Gilda degli Insegnanti.