Contratto scuola e sulla DDI, si aspetta (ma non si spera)

Il contratto scuola è scaduto il 31 dicembre 2018, ma il Governo Conte e la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, non hanno mai dimostrato la minima intenzione di – almeno – aprire i tavoli tecnici che dovrebbero portare al rinnovo del contratto.

Per chi non lo se lo ricorda, l’ex ministro dell’istruzione Marco Bussetti, insieme al Premier Conte, aveva stretto un’intesa con i sindacati il 23 aprile 2019, che doveva comprendere un rinnovo contrattuale che avrebbe dovuto recuperare – almeno in parte – la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni e avvicinarle il più possibile ai livelli europei.

Ovviamente capiamo che questo problema, davanti alla pandemia, passi in secondo piano. Lo cito per ribadire un atteggiamento ormai abituale della ministra: è inutile l’interlocuzione con i sindacati. Al massimo possono servire per accettare provvedimenti già impacchettati.

L’articolo 2, comma 3-ter del decreto legge 8 aprile 2020,n. 22, prevedeva la creazione di un contratto integrativo con cui regolare la Didattica digitale integrata. Come spiega Rino Di Meglio “l’Amministrazione si” è “ricordata della sua oggettiva e inescusabile inadempienza solo il giorno 22 ottobre (ben 52 giorni dopo la scadenza…) e” ha “preteso di chiudere la contrattazione entro 48 ore”.

Perché nessun intervistatore della Azzolina fa questo genere di domande alla ministra?