La Dad, il contratto integrativo e la cattiva informazione

Il lavoro del sindacato è difficile, perché si deve scontrare con molti ostacoli. Uno di questi è la cattiva informazione. Un tipico esempio è questo  articolo, apparso un paio di giorni fa sul “Corriere della Sera”.

 

Lunga trattativa?

Le 48 ore con cui il ministero pretendeva di chiudere la trattativa sul contratto integrativo sulla Dad (chiamata ora Ddi, Didattica digitale integrata), diventa “una lunga trattativa”. I sindacati che si sono sfilati dalla firma dai tre reali (Gilda, Snals e Uil) si sono ridotti a due Gilda e Uil). L'”oggettiva e inescusabile inadempienza” del ministero nell’iniziare i negoziati sul contratto con 52 giorni di ritardo viene semplicemente dimenticata.

 

Informazione di regime?

Ognuno sul tema può avere una sua idea. Il Corriere della Sera ha dimostrato spesso di avere una posizione antisindacale. Ma sul tema credo che prevalga la fretta, ed il fatto che troppo spesso i giornalisti – o i blogger – scrivono su un tema senza conoscerlo.

 

 

 

 

I prof in quarantena

L’aggiornamento del contratto serve anche a risolvere la questione della quarantena degli insegnanti: finora, anche se a casa per prevenzione senza essere positivi al virus non potevano comunque insegnare perché per legge erano considerati in malattia. Ora la nuova regola prevede che la dad «sarà svolta anche dal docente in quarantena fiduciaria o in isolamento fiduciario, ma non in malattia certificata, esclusivamente per le proprie classi, ove poste anch’esse in quarantena fiduciaria». Più complicato il caso in cui il docente sia a casa e le classi a scuola: si è trovato un compromesso un po’ macchinoso e di difficile applicazione. Il professore a casa «svolgerà la didattica a distanza laddove sia possibile garantire la compresenza con altri docenti» per sorvegliare gli studenti.