Scuola, Cgs a Bianchi: è fabbrica di precariato, priorità assunzioni

Roma, 16 marzo -“Oggi la scuola è a tutti gli effetti una fabbrica del precariato. Non si può immaginare di ripensarla senza risolvere prima questo annoso problema. E, quindi, senza mettere in cima alle priorità il capitolo reclutamento”. E’ quanto ha sottolineato Rino Di Meglio, segretario nazionale della Cgs (Confederazione generale sindacale), oggi al tavolo sul Patto per l’istruzione e la formazione, convocato dal ministro Patrizio Bianchi.
La Cgs ha espresso il suo apprezzamento “per l’apertura del ministro sulla centralità della scuola e della professione docente”, ma ha anche messo in evidenza quelli che reputa i “capisaldi” per la riuscita del patto stesso, dalla mobilità al vincolo quinquennale degli insegnanti, passando per il piano per la fascia 3-6. “Pure sul fronte dell’edilizia scolastica, però, – ha spiegato Di Meglio – ci aspettiamo che le risorse investite si traducano in risultati tangibili”.

Nel corso dell’incontro, inoltre, il segretario Cgs si è soffermato sulle classi pollaio: “La riduzione del numero degli alunni nelle aule è sempre rimasta solo sulla carta. Ma è un nodo da sciogliere se si ha davvero a cuore la formazione degli studenti. Questa deve essere la bussola, prendendo atto finalmente del fatto che il processo di aziendalizzazione della scuola ha fallito e che perseverare su tale strada contribuire solo al suo decadimento”.

Da Di Meglio, poi, un appello al ministro: “Confrontiamoci sull’atto di indirizzo per l’apertura del tavolo sul contratto. Anche per superare la logica degli aumenti percentuali delle retribuzioni”.

La pandemia e il piano vaccini sono stati inevitabilmente al centro dell’incontro. A tal proposito, la Cgs ha espresso tutta la sua preoccupazione proprio per gli ultimi risvolti sul siero AstraZeneca “che si riverberano sugli insegnanti che, appunto, si stanno vaccinando in questa fase”. Quanto alle difficoltà dell’anno scolastico per effetto del Covid, infine, la Confederazione è stata netta: “Bisogna investire in corsi di recupero per gli studenti rimasti indietro. Riteniamo impraticabile, invece, l’ipotesi di prolungare le lezioni oltre il mese di giugno”.

Ufficio stampa CGS – CONFEDERAZIONE GENERALE SINDACALE