Concorso scuola: Agosto mio non ti conosco!

Si sta discutendo in questi giorni presso la VII Commissione Cultura del Senato sugli emendamenti al decreto legge 22 dell’8 aprile che riguardano oltre le procedure di fine anno scolastico, anche la sorte del previsto concorso straordinario per l’assunzione di 24.000 docenti della scuola secondaria.

Ricordiamo che per partecipare al citato concorso riservato utile per l’immissione in ruolo, è necessario aver prestato servizio, a partire dall’a.s. 2008/09 fino a quello attuale, per almeno tre anni in una scuola secondaria statale ed aver almeno un anno di servizio specifico sulla classe di concorso sulla quale si è scelto di concorrere.

Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Istruzione, i candidati che hanno questi requisiti risultano essere pari a circa 75.000 docenti ai quali si potrebbero aggiungere, qualora passasse uno degli emendamenti in esame, circa 6.000 docenti che hanno i tre anni di servizio richiesti, ma tutti prestati su posti di sostegno senza titolo.

L’elevato numero di partecipanti, la situazione di emergenza sanitaria unita al ritardo accumulato per l’avvio della prova concorsuale, inizialmente prevista per aprile/maggio, hanno indotto il CSPI prima e diversi gruppi parlamentari poi a cercare delle soluzioni alternative alle modalità di svolgimento del concorso previste dai bandi pubblicati verso la fine del mese di aprile.

Tra le varie proposte presentate, quella che maggiormente fa discutere e sulla quale si sta cercando una convergenza d’intenti, prevede un aumento del numero di posti da mettere a concorso nel prossimo triennio ( 80.000 tra ordinario e straordinario contro i 49.000 attuali ) e la soppressione della prova scritta informatizzata che verrebbe sostituita da una valutazione dei titoli e servizio per l’accesso ad un anno di formazione propedeutico alla prova orale selettiva per distinguere chi avrà la conferma in ruolo, chi la sola abilitazione e chi invece non avrà superato la prova concorsuale.

Il Ministro Azzolina, invece, non ritiene fondate le preoccupazioni espresse da più parti e ha in varie occasioni dichiarato pubblicamente che lo svolgimento della prova scritta prevista dal bando del concorso straordinario si svolgerà regolarmente nei mesi di luglio/agosto in tempo utile per consentire le immissioni in ruolo già a settembre. Eccesso di ottimismo?

I problemi legati allo svolgimento di una prova concorsuale con numeri così elevati sono evidenti, specialmente in un periodo come quello attuale caratterizzato dalla necessità di mantenere per legge un adeguato distanziamento sociale.

Il primo problema da risolvere consiste quindi nel trovare i locali adeguati per consentire lo svolgimento della prova scritta. Il Ministro dice che le scuole sono tante e che sarà possibile suddividere i candidati in gruppi di 7/8 per aula. Anche così però, le aule da attrezzate con PC e connessione internet non saranno certo poche.

Un altro problema è legato alla distribuzione geografica dei posti messi a concorso: circa la metà è nelle regioni del Centro/Nord. Ciò potrebbe quindi comportare uno spostamento non indifferente di candidati verso queste regioni a meno che, come alcune voci sembrano confermare, si consenta a tutti i candidati di poter svolgere la prova in una scuola prossima al suo domicilio.

A complicare ulteriormente le cose, oltre al sempre possibile peggioramento dell’emergenza sanitaria, rimane la questione dell’assistenza alle prove concorsuali.

 Chi sarà chiamato a verificare la regolarità della prova scritta? Chi, in piena estate, dovrà rinunciare alle proprie ferie per consentire l’accesso ai locali verificando il rispetto di tutte le norme sanitarie, per misurare all’ingresso la temperatura dei vari candidati, per verificare il corretto funzionamento della strumentazione informatica, per controllare che tutte le operazioni concorsuali vengano svolte in maniera regolare? Chi non accettasse verrà precettato? Se un candidato sarà positivo nel giorno della prova, svolgerà la prova da casa o si rinvia il tutto ad una suppletiva?

Facendo un po’ di calcoli algebrici, 75.000 candidati per gruppetti da 7/8 fanno circa 10.000 aule da sanificare, approntare e controllare il che, ipotizzando la presenza di almeno 3 docenti per ogni prova, comporta la necessità di reperire circa 30.000 docenti, tutti di ruolo e magari non troppo anziani, che senza nessun incentivo economico saranno chiamati in pieno agosto a rinunciare alle loro ferie per fare da infermiere/carabiniere a colleghi che, a prescindere che superino o meno la prova concorsuale, saranno comunque chiamati a fare gli insegnanti a settembre vista l’acclarata necessità di docenti precari per garantire la regolarità di tutte le attività scolastiche.

Il Ministro Azzolina sarà pur un’inguaribile ottimista, ma io la vedo dura….

 

di Giacomo Limoni, Infodocenti.it, 12.05.2020