CONCORSO STRAORDINARIO: MITO VS MISTIFICAZIONE

Pochi ci credevano, ma alcuni speravano ancora in un intervento del Presidente del Consiglio Conte per il rinvio delle procedure concorsuali straordinarie ormai giunte ai nastri di partenza e fortemente volute dal Ministro Azzolina che continua ad insistere nella sua intenzione di voler avviare le procedure concorsuali malgrado l’evidente ripresa dell’emergenza sanitaria.

Il Ministro ha più volte affermato di voler “sfatare il mito” che i concorsi non si possano fare assicurando che sono state messe in atto tutte le indicazioni necessarie a garantire la piena sicurezza delle operazioni.

Peccato però che per sfatare il mito, il Ministro, usi delle mistificazioni.

Il problema infatti non è garantire la sicurezza in un’aula, occupata in genere da una trentina studenti, con dieci candidati e 5/6 esaminatori, ma il dover far spostare i candidati da una provincia all’altra altra se non addirittura da una regione ad un’altra.

In aggiunta, il Ministro, ha dimenticato di menzionare tutti quei docenti precari, il cui numero aumenta ogni giorno, che sia perché positivi al COVID, sia perché posti in quarantena, si vedranno negare la possibilità di partecipazione ad una procedura concorsuale attesa da tempo a cui hanno diritto per legge.

Il buon senso dovrebbe indurre il Governo a rinviare le prove a tempi migliori, ma se proprio il ministro Azzolina vuole insistere pervicacemente ad iniziare il concorso a partire dal 22 ottobre, non prenda in giro con mezze verità chi le sta evidenziando problemi concreti, si prenda le sue responsabilità e, soprattutto, predisponga delle prove suppletive per chi si vedrà costretto a rinunciare ad una possibile stabilizzazione per colpe non sue, legate ad un’emergenza sanitaria evidente a tutti tranne che al Ministro della pubblica istruzione.

Giacomo Limoni