Nuovo Decreto Covid, Draghi valuta la riapertura scuole dopo Pasqua

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, in relazione al report dell’ISS di domani 26 marzo 2021 e alle considerazioni della cabina di regia, dovrebbe decidere sul tema della riapertura scuole dopo Pasqua, in particolare in riferimento alle scuole dell’infanzia e primarie, sulle quali si sente la maggiore pressione della società civile e della politica, preoccupate entrambe per le conseguenze non solo strettamente educative ma anche psicologiche che la prolungata chiusura (o DaD) ha sui bambini e sui ragazzi.

Su questo argomento in tutta la giornata di ieri si sono espressi diversi esponenti del mondo politico. Primo fra tutti il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che al Question Time alla Camera ha assicurato che il Governo si sta muovendo nella direzione della riapertura. Il Premier Draghi stesso, al Senato, ha ipotizzato che compatibilmente con i dati epidemiologici le scelte del Governo andranno nella direzione di riaprire almeno le scuole dell’infanzia e le primarie.

IL SONDAGGIO DELLA TECNICA DELLA SCUOLA

Sul tema La Tecnica della Scuola ha interpellato i propri lettori attraverso un sondaggio. Gli utenti si sono divisi a metà tra apertura e chiusura, segno che l’argomento è divisivo e le preoccupazioni attorno al rientro in classe sono ancora elevate, specie in relazione al fatto che la campagna vaccinale tra il personale scuola non si è ancora conclusa.

Infatti, uno dei motivi della mancanza di disponibilità a rientrare subito, almeno tra gli insegnanti, pare sia connesso al fatto che circa il 40% del personale scuola è ancora in attesa di fare la prima dose del vaccino AstraZeneca: una percentuale che si desume dai risultati stessi del sondaggio. In assoluto, considerando tutti i partecipanti al sondaggio, la maggioranza dei lettori della Tecnica della Scuola è ancora in attesa della prima dose. Il 10%, invece, non ha intenzione di vaccinarsi, contro un 30% di utenti che hanno già prestato il braccio al vaccino.

Peraltro, da quanto dichiarato dal ministro della Salute Roberto Speranza, si ha conferma che a partire dalla decisione di estendere il vaccino Astrazeneca agli over 65, la scuola non è più categoria prioritaria per i vaccini. Il criterio di fondo torna a essere anche per Astrazeneca quello anagrafico o relativo alle fragilità.

di Carla Virzì, La Tecnica della Scuola, 25.03.2021