Green pass, niente liste dei docenti “no vax”. Il Garante della Privacy: “si può verificare solo validità certificazioni”. Il Ministero al lavoro per soluzione, le ipotesi

Niente liste di docenti “no vax” perché “non è consentita la verifica diretta delle scelte vaccinali e della condizione sanitaria da parte dei dirigenti scolastici: devono limitarsi a verificare il possesso di una certificazione valida”. Così il Garante per la Protezione dei dati personali Pasquale Stanzione, in un’intervista a ‘La Repubblica’ in merito all’ipotesi che le scuole possano avere gli elenchi dei ‘prof’ vaccinati.

“Questa soluzione solleva più d’una perplessità, non solo in termini di privacy ma anche di ragionevolezza della misura. In tal modo, ad esempio, non si potrebbe accertare se un vaccinato nel frattempo si è contagiato, vanificando il senso del Green Pass. E per quanto riguarda i certificati di esenzione, servono cautele per evitare la rivelazione di dati sanitari e patologie” spiega.

Quanto poi all’ipotesi del sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso di un’autocertificazione per controllare i green pass, Stanzione afferma: “Anche in questo caso, questa forma di attestazione non è attualmente prevista dalla normativa vigente. Se venisse introdotta per legge, ci si dovrebbe comunque limitare alla sola certificazione dell’assenza di condizioni che impediscono l’ingresso a scuola, senza riferimento a dati ulteriori”. 
Green pass scuola, le prossime mosse del governo

Sulla questione del green pass, il governo è pronto ad agire tempestivamente anche sulla scuola. Tra poco partirà un help desk per iniziare ad ascoltare le richieste delle scuole e fornire le prime risposte. Poi, entro l’1 settembre, ci sarà una conferenza con i dirigenti scolastici e il capo dipartimento del Ministero, Stefano Versari. Allo stesso tempo sono in corso colloqui tra i rappresentanti del Ministero della Salute, il Garante della Privacy e quello dell’Istruzione per la verifica del green pass.

Ecco perché si rischia il caos

Perché questo divieto rischia di creare disagi a scuola? Lo abbiamo già detto nei giorni scorsi, il check del Green pass non prevede nella schermata la data di scadenza, né la modalità usata per ottenerlo (vaccino, guarigione o tampone) per garantire la protezione dei dati sensibili. Di conseguenza i dirigenti, o meglio i loro delegati, dovranno effettuare il controllo giornalmente. Questo comporterà una non semplice gestione degli ingressi mattutini, con un docente delegato o ATA a passare in rassegna tutti  i certificati verdi ogni giorno.

“Un lavoro che dura circa 5 minuti, ma fatto per centinaia di persone ci vorrà circa un’ora”, stimava il presidente dell’associazione ANDIS durante una intervista rilasciata alla nostra testata. Disagio evidenziato anche da altre associazioni e per il quale non si trova ancora una soluzione. E questo a pochi giorni dall’inizio delle lezioni.

Il Ministero al lavoro

Ci è stato confermato che al Ministero si sta lavorando per trovare una soluzione. L’obiettivo è di effettuare una verifica iniziale in modo da isolare quanti hanno il pass con vaccino e quindi valida fino a scadenza, da quanti (in realtà una minoranza) invece hanno una scadenza più breve in caso di tampone per i quali il controllo sarà più frequente.

Tra le soluzioni possibili, l’accesso da parte delle segreterie scolastiche ai dati sulle vaccinazioni, ma per questo sarebbe necessario un intervento in fase di conversione in legge del Decreto che non avverrà prima di settembre inoltrato. Nel frattempo le scuole dovranno controllare giornalmente.

Su Repubblica il Garante è intervenuto sull’argomento, aprendo uno spiraglio: “La privacy ha dimostrato di essere un diritto straordinariamente duttile e mai tiranno, capace di continui bilanciamenti con le esigenze collettive. Non si è mai posto un aut aut tra salute e privacy, ma si è sempre tentato di realizzare la migliore sinergia tra le due. Non vi è, dunque, bisogno di deroghe ma di dialogo istituzionale per individuare il più alto equilibrio tra i diritti in gioco“.