Lettera al prefetto

 

Ecco la lettera che abbiamo consegnato ieri al prefetto durante il presidio.

Signor Prefetto,
i rappresentanti dei sindacati scuola di FLC-Cgil, CISLSCUOLA, Federazione UIL SCUOLA RUA,
SNALS-Confsal e Federazione Gilda Unams hanno inteso rivolgersi a Lei per portare alla Sua attenzione lo stato
di disagio che l’intera comunità scolastica vive in una fase di estrema difficoltà caratterizzata dalle
preoccupazioni derivanti dai rischi di contrarre il contagio da Covid 19.
La scuola costituisce il luogo istituzionalmente dedicato all’istruzione e alla formazione dei giovani, che insieme
imparano a praticare comportamenti positivi e responsabili verso sé stessi e gli altri e per questo sede di
socializzazione e crescita ogni giorno per otto milioni di studenti.
Nella situazione straordinaria che siamo portati a vivere la scuola diventa motivo di preoccupazione per le loro
famiglie e quelle di oltre un milione di lavoratori direttamente operanti, a cui si aggiungono i lavoratori di un
indotto formato da addetti ai trasporti ed alle mense.
Con grande difficoltà docenti dirigenti, collaboratori scolastici moltiplicano gli sforzi di contenimento del
contagio ma a partire dal 22 ottobre e fino al 16 novembre una nuova sfida renderà più complicati i loro sforzi.
A causa dello svolgimento di una prova concorsuale per titoli ed esami riservata a 64.000 docenti già titolari,
da almeno tre anni, di contratti a tempo determinato, si riverseranno in orario non di lavoro nelle scuole per
concorrere per uno dei 34000 posti di ruolo ad essi promesso dal Bando del 28 aprile 2020.
Molti si sposteranno da una città all’ altra, da una regione ad altra, nella speranza di maggiori “chances”,
coinvolgendo nelle procedure migliaia di componenti delle commissioni, gli addetti alla vigilanza individuati tra
il personale scolastico ed infine gli addetti alla sanificazione dei locali e delle attrezzature tecnologiche
necessarie, implementando così le possibilità di entrare in contatto con altri possibili contagiati.
Le organizzazioni sindacali sono a segnalare la necessità di bloccare lo svolgimento delle prove sia per le
conseguenze che l’esposizione al contagio potrebbe avere anche nelle classi di titolarità al momento del rientro
nelle scuole dei candidati, sia per la mancata previsione di prove suppletive che impediscono ai candidati,
alcuni già segnalati , in situazione di quarantena, in malattia con sorveglianza sanitaria o, infine, in isolamento
fiduciario, di partecipare all’ unica sessione concorsuale prevista, perdendo così l’ occasione di una
stabilizzazione attesa da anni, dedicati con abnegazione ed impegno alla scuola.
A seguito delle previsioni legislative straordinarie assunte con i DPCM della primavera 2020 altre procedure
concorsuali della pubblica amministrazione sono state bloccate, mentre su altri profili professionali si è, invece,
deciso di procedere alle assunzioni dirette, laddove l’emergenza lo facesse ritenere opportuno, anche in
considerazione della esperienza maturata dagli interessati in particolari situazioni.
Nella scuola esiste un precariato storico che necessita di un approccio specifico che riconosca il valore
dell’esperienza pluriennale maturata, come previsto da provvedimenti legislativi entrati in vigore e poi traditi
da legislature meno propense a riconoscere tale valore.
Ad oggi si assiste all’ adozione da parte del Governo di nuove chiusure e limitazioni legate all’emergenza
sanitaria, che non sembrano in alcun modo essere considerate a tutela del personale e dell’intera comunità
scolastica, alimentando un senso di disagio ed una volontà di protesta che le organizzazioni sindacali hanno
inteso ricondurre ad una ordinata e civile espressione di dissenso in tutta Italia davanti alle prefetture, in data
odierna.
I sit-in, i presidi, i flash mob, realizzati tutti nel rispetto delle misure di distanziamento e di protezione
responsabile di sé e della intera comunità nazionale, sono finalizzati a richiedere la trasmissione di documenti
e relazioni al Governo che segnalino la gravità della situazione e che possano indurlo a trattare questo evento
tra i più potenzialmente rischiosi per la salute pubblica.
Solo il Governo e i suoi ministri possono ricondurre i concorsi scuola nell’ambito di decisioni ponderate coerenti
con la gestione della difficile situazione attuale. Bisogna cominciare da ora, anche per fronteggiare la seconda
tornata, quella del concorso ordinario per il quale hanno presentato richiesta di partecipazione 500.000
candidati.
L’ultima considerazione è dovuta, infine, agli esiti conclusivi delle due procedure. Nessuna si concluderà in
tempo utile per dare stabilizzazione nel corso del corrente anno scolastico: lo svolgimento delle prove da
fissarsi anche nella primavera del nuovo anno, consentirebbe comunque la conclusione entro l’avvio dell’anno
scolastico 2021/2022 con buona pace di tutti, scampando il pericolo derivante dalla pandemia che i dati ogni
giorno ci confermano rialzare cruentemente la testa.