Covid: Liguria in zona gialla, ma non si torna in classe alle scuole superiori

Una misura precauzionale che fa slittare di una settimana il ritorno in presenza

GENOVA –  La Liguria sarà in zona gialla a partire da lunedì 11 fino a domenica 17. Ad annunciarlo è il presidente Giovanni Toti con un post su Facebook. “Questa la collocazione stabilita per la nostra regione alla luce dei dati epidemiologici su cui ho appena avuto un confronto telefonico con il ministro Speranza”.

“Precauzionalmente, al fine di non peggiorare una situazione ancora fragile e instabile circa la diffusione del Covid, uniformandoci alle Regioni che ci circondano, abbiamo deciso che da lunedì 11, e per una settimana, gli studenti delle scuole secondarie superiori non rientreranno ancora in aula ma proseguiranno nella modalità della didattica a distanza. Nelle prossime ore comunicheremo nel dettaglio tutte le decisioni ma ritenevo doveroso informarvi tempestivamente in modo da permettere alle attività e alle persone coinvolte da questa decisione di organizzarsi”.

INDICE RT – Del resto l’Rt della Liguria, ovvero l’indice di contagio Covid, è pari allo 0.95% per cui è necessaria grande prudenza per far sì che non si arrivi all’1%, dato che farebbe scattare automaticamente la zona arancione. Proprio per questo motivo, sui dati della prossima settimana si deciderà se i ragazzi potranno tornare in presenza al 50% o meno.

IL 9 E IL 10 GENNAIO – Intanto questo weekend tutta Italia sarà in zona arancione. Dopo due giorni in cui era scattata la zona ‘gialla rafforzata’, con ristoranti e bar aperti fino alle 18, altri due giorni di stop nel weekend che vedrà soltanto l’apertura in delivery dei locali. I negozi, invece, possono restare aperti, conformemente alle regole della zona arancione, mentre i centri commerciali restano chiusi. Aperti supermercati, farmacie e tabaccai, ma anche attività commerciali al dettaglio tranne i negozi di abbigliamento, gioielleria e calzature. Parrucchieri ed estetisti potranno svolgere piena attività, a differenza delle palestre, ancora chiuse.

IN ITALIA – L’epidemia si trova “in una fase delicata che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti”. Lo rileva la bozza di monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Sono 12 le Regioni a rischio alto questa settimana (nessuna la settimana precedente), 8 a rischio moderato (di cui due ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una Regione (Toscana) a rischio basso. Lo evidenzia la bozza di monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Tre Regioni/PPAA (Calabria, Emilia-Romagna e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2; altre 6 (Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, V. d’Aosta/V./d’Aoste) lo superano nel valore medio, e altre quattro lo raggiungono (Puglia) o lo sfiorano (Lazio, Piemonte e Veneto). Il dato emerge dal monitoraggio settimanale Iss-ministero Salute.

Fonte: www.primocanale.it